giovedì 21 settembre 2017

NHL preseason, Oilers e Canucks si aggiudicano i derby in trasferta

Due derby e una sconfitta con una squadra americana. Questo il programma della notte delle formazioni canadesi della preseason NHL. I derby hanno visto i Vancouver Canucks prevalere per 5-3 sul ghiaccio dei Calgary Flames, in rimonta da 0-2 e da 1-3 con i gol di Anton Rodin, Brock Boeser, Nikolay Goldobin, Jake Virtanen (in power-play) e Jalen Chatfield; gli Edmonton Oilers hanno invece espugnato il palazzetto dei Winnipeg Jets per 4-1, con marcature a firma di Mark Letestu (in power-play), Jujhar Khaira, Jussi Jokinen (in power-play) e Kailer Yamamoto. Infine i Montreal Canadiens si sono arresi in casa ai Washington Capitals per 4-2, con Alex Ovechkin sul ghiaccio per la formazione americana e autore edi un assist, mentre le reti quebecchesi, entrambe in superiorità numerica, portano la firma di Charles Hudon e Max Pacioretty.

Le partite del 17 settembre: esordio trionfale dei Vegas Golden Knights
Le partite del 18 settembre: netta vittoria degli Ottawa Senators nel derby
Le partite del 19 settembre: i Senators concedono il bis a Toronto

mercoledì 20 settembre 2017

Il Prosciutto di Parma arriva in Canada con il proprio nome

Il Prosciutto di Parma arriverà sulle tavole dei consumatori canadesi con il proprio nome: la novità sarebbe uno dei risultati dell'accordo di libero scambio - CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement) - sancito fra l'Unione Europea e il Canada e che entrerà in vigore giovedì, 21 settembre.
Nello specifico, la denominazione "Prosciutto di Parma" coesisterà con il marchio "Parma" attualmente detenuto dalla società canadese Maple Leaf. Si tratta, commenta il Consorzio delProsciutto di Parma, di un traguardo storico se si pensa che prima di tale accordo in Canada, come in altri Paesi di cultura anglosassone, non esisteva un sistema di protezione deiprodotti a indicazione geografica, ma la tutela era riservata al proprietario del marchio che lo aveva registrato per primo.
Una novità, commenta Stefano Fanti, direttore del Consorzio, "che porterà molti benefici al nostro prodotto, a cominciare dalla riconoscibilità sul mercato da parte dei nostri consumatori. I produttori infatti potranno finalmente vendere il nostro prosciutto in Canada con la corretta denominazione 'Prosciutto di Parma'. Prima dell'accordo, il Prosciutto di Parma era già presente in Canada, ma da oltre 20 anni era venduto con i nomi 'The Original Prosciutto' e 'Le Jambon Original', perché il marchio 'Parma' era stato invece acquistato dalla società canadese Maple Leaf che vende, tra l'altro, il suo prosciutto crudo utilizzando tale denominazione". (fonte AGI)

NHL preseason, i Senators concedono il bis contro i Leafs

Gli Ottawa Senators superano nell'unica sfida tutta canadese della notte della preseason NHL, concedono il bis, facendo propria anche la seconda Battle of Ontario contro i Toronto Maple Leafs: 5-2 il finale in un match in cui Guy Boucher ha schierato una squadra composta prevalentemente da rincalzi. I Sens sono andati in rete con Logan Brown poi, dopo le due marcature Leafs a firma di Patrick Marleau e James van Riemsdyk, prima Fredrik Claesson, poi nel terzo conclusivo Erik Burgdoerfer, Filip Chlapik e Patrick Sieloff hanno chiuso la contesa a favore della formazione dela Capitale.
Nelle altre partite della notte ancora un successo dei neonati Vegas Golden Nights, questa volta 'corsari' a Denver contro i Colorado Avalanche per 4-1, percorso netto per i San Jose Sharks, che nel derby californiano s'impongono per 5-0 sugli Anaheim Ducks, mentre in una sfida da Original Six i Boston Bruins hanno regolato i Detroit Red Wings con il punteggio di 4-2.

Le partite del 17 settembre: esordio trionfale dei Vegas Golden Knights
Le partite del 18 settembre: netta vittoria degli Ottawa Senators nel derby

martedì 19 settembre 2017

Bank of Canada e Mario Draghi: ecco cos'hanno, poco, in comune

Mario Draghi
Si riproduce di seguito l'articolo pubblicato da Francesco Melillo per il sito wallstreetitalia.com e dedicato alla Bank of Canada.

Bank of Canada e Mario Draghi
di Francesco Melillo, wallstreetitalia.com

Che cosa accomuna la Bank of Canada (BOC) e Mario Draghi ?
Molto poco. Se non il pattern grafico che lega l’andamento valutario CAD/USD e EUR/USD che ha visto negli ultimi anni una svalutazione e negli ultimi mesi un’interessante apprezzamento.
L’economia del Canada è stata tra le economie mondiali che ha retto meglio all’onda d’urto della crisi degli ultimi 10 anni. I motivi risiedono principalmente nella gestione delle finanze pubbliche assennate, attenzione alla crescita ed alle imprese, solidità del sistema bancario, assenza di crisi dei mutui subprime, a differenza di Europa e USA.
Anche la Bank of Canada ha implementato una politica secondo la teoria della curva di Phillips.
L’annuncio inaspettato del rialzo dei tassi della Bank of Canada che raggiunge la soglia dell’1%. Inevitabilmente la valuta canadese si è apprezzata sul dollaro di oltre un punto percentuale.
Perchè questo rialzo e che cosa può significare per la riunione della BCE di Draghi?
Le motivazioni del rialzo risiedono nell’economia in miglioramento e del rialzo dei prezzi del mercato immobiliare.
E l’inflazione in Canada? Resta bassa, intorno all’1,2%...
In Europa com’è la situazione macro?
Economia in miglioramento, prezzi del mercato immobiliare in rialzo, inflazione in ripresa sopra al punto percentuale.
Perchè i tassi in Europa sono sotto zero? Stando alle considerazioni della BOC anche la BCE di Draghi domani potrebbe riservare qualche sorpresa?
Il prezzo da pagare per i cittadini del Canada sarà un rialzo dei prezzi dei finanziamenti, una rafforzamento del dollaro canadese, indi minori entrate per chi esporta le proprie merci da vendere all’estero. Proprio ora che la risalita dei tassi in USA sembrava essersi fermata è difficile ravvisare una ragione in questa mossa.
Certo, potrebbe essere un errore, però le considerazioni che riusciamo a fare con i piccoli elementi a disposizione in questo articolo, sicuramente è passata dalle menti del board canadese. Probabilmente, il board teme un fallimento della curva di Phillips (non crede più in questa teoria). Inoltre, potrebbe temere un ritorno della crisi, pertanto mira a creare un margine d’azione per quando si verificherà. Vedremo. Sta di fatto che non è una mossa da sottovalutare.

NHL preseason, i Senators vincono la Battle of Ontario

Gli Ottawa Senators vincono nettamente all'esordio stagionale in preseason nella Battle of Ontario contro i Toronto Maple Leafs. In un Canadian Tire Centre pieno solo all'80% i Sens si sono imposti per 6-2, con due reti di Mike Hoffman, per una partita mai messa in discussione e segnata fin dal primo vantaggio dei padroni di casa, arrivato in delayed penalty dopo poco più di due minuti. Di Auston Matthews e William Nylander le due bellissime marcature ospiti, entrambe in superiorità numerica.
Per quanto riguarda le altre squadre canadesi coinvolte, i Montreal Canadiens sono stati sconfitti per 3-2 nella 'classica' contro i Boston Bruins, mentre i Winnipeg Jets hanno ceduto in casa solo dopo gli shootout contro i Minnesota Wild, malgrado la marcatura di Patrik Laine. Infine, nella doppia sfida fra Edmonton Oilers e Calgary Flames, sono i 'petrolieri' a uscire vincitori, imponendosi sia nella sfida di Edmonton (5-2) che in quella di Calgary (5-4). Da segnalare anche il derby della Grande Mela, con i New York Rangers a imporsi dopo l'overtime per 1-0 sui New York Islanders.

lunedì 18 settembre 2017

NHL preseason, Canucks travolti alla 'prima' di Las Vegas

Il tabellino della partita
Con questo weekend è ufficialmente cominciata la preseason dell'NHL, la lega dell'hockey nordamericano. Poche partite per ora, ma già da stanotte si farà sul serio, con nove gare in programma e alcuni 'classici' come Boston-Montreal, Ottawa-Toronto (the Battle of Ontario) e il derby di New York fra Rangers e Islanders.
Il primo incontro in assoluto è stato disputato sabato, con i Vancouver Canucks che hanno superato ai supplementari per 4-3 in trasferta i Los Angeles Kings. Domenica, sempre all'overtime, i New York Islanders hanno battuto 3-2 i Philadelphia Flyers. Ma la sfida più interessante si giocava a Vancouver, dove i Canucks hanno incontrato i Vegas Golden Knights, franchigia di espansione alla sua prima partita ufficiale. E, a sorpresa, è finita 'tanto a poco' per la squadra del Nevada, che si è imposta alla Rogers Arena per 9-4 (4-2, 1-0, 4-2) con hat-trick (più un assist) del giovane e piccolo (di statura) Tyler Wong da Cochrane, Alberta, mentre per quanto riguarda Vancouver, da segnalare il gol siglato da Jordan Subban, il più giovane della famiglia del fuoriclasse PK.

La home page del sito ufficiale dei Vegas Golden Knights

lunedì 4 settembre 2017

Jessica Chastain sulla copertina di Elle Canada di settembre

E' Jessica Chastain la protagonista della copertina di settembre di Elle Canada, consorella dell'originale rivista di bellezza e moda femminile, fondata nel 1945 da Pierre Lazareff e dalla moglie Hélène Gordon. L'attrice californiana è protagonista di una intervista realizzata da Sarah Laing, con fotografie di Max Abadian, si è presentata in maniera disinvolta e affabile assieme al marito italiano Gian Luca Passi di Preposulo, sposato recentemente a Treviso, per affrontare i temi a lei cari del femminismo ma anche della sua vita di star di Hollywood, citando per esempio la sua conferneza stampa al termine dell'ultimo festival di Cannes, in cui aveva criticato molti dei film nei quali la figura femminile era utilizzato solo allo scopo di 'servire' quella maschile in maniera funzionale alla sceneggiatura. E aggiunge la convinzione che fra donne possa esistere una sorta di cameratismo, la 'sisterhood', negata da sempre dagli uomini proprio per evitare che il genere femminile possa rendersene conto. L'ultima domanda: What would you like your legacy to be, your ultimate impact on the world? “It’s not a bad thing to want to make your mark on the world, but I don’t think it’s all that important to have your name withstand the test of time. It’s more about what I’m doing right now and what I’m doing to contribute to making the world a better place, as cheesy as that sounds".


Trudeau condanna la Corea del Nord, ma non basta

Il comunicato di Trudeau
Justin Trudeau prova a prendere posizione. Il primo ministro canadese ha infatti condannato in maniera "inequivocabile" l'ultimo test nucleare effettuato dalla Corea del Nord. Trudeau ha definito l'atteggiamento nordcoreano "aggressivo" e ha aggiunto che il programma missilistico del leader asiatico Kim Jong Un "rappresenta una chiara e presente minaccia alla sicurezza dei suoi vicina e della comunità internazionale".
Una condanna che però, per l'opposizione, non basta, sebbene Trudeau abbia, in maniera piuttosto vaga, affermato come il Canada debba continuare a lavorare assieme agli Alleati (Corea del Sud, Giappone e Stati Uniti). Erin O’Toole, del Partito Conservatore, ma anche Romeo Dallaire (Partito Liberale, lo stesso di Trudeau), hanno infatti ribadito come sia necessario agire, unendosi allo scudo missilistico difensivo americano, opzione tuttora avversata dal primo ministro, 'pacifista a tutti i costi'.

L'arte del Nord America in mostra a Venezia

Si riporta integralmente, di seguito, l'articolo apparso su Artribune e scritto da Desirée Maida, relativo all'inaugurazione della mostra “Imago Mundi – Great and North” a Venezia.

La collezione Imago Mundi di Benetton sbarca a Venezia con una mostra sull’arte del Nord America
di Desirée Maida
È stata appena inaugurata a Palazzo Loredan “Imago Mundi – Great and North”, il progetto di arte contemporanea promosso da Luciano Benetton che questa volta vedrà protagonista l’arte del Nord America. Oltre 700 artisti in mostra raccontano le culture e i paesaggi dei popoli che vivono tra il Canada e gli Stati Uniti

Un mosaico, un mappamondo, sicuramente non una usuale collezione di opere d’arte, ma una poliedrica finestra che, attraverso i linguaggi di artisti di tutto il pianeta, restituisce una visione caleidoscopica delle culture di tanti paesi del mondo. È Imago Mundi, il progetto di arte contemporanea promosso da Luciano Benetton che da anni oramai coinvolge artisti provenienti da tutti i continenti, affermati ed emergenti: più di 20mila finora da oltre 140 paesi, che diventeranno 26mila entro la fine del 2017. Ognuno di questi artisti ha creato un lavoro la cui unica limitazione è il suo formato: una tela 10×12 cm, contribuendo così alla creazione di “un progetto culturale, democratico e globale che guarda alle nuove frontiere dell’arte in nome della coesistenza della diversità espressiva”, come spiega Benetton. Dopo aver toccato diverse città in Italia e nel mondo, come Roma, Napoli, Palermo, Torino, Dakar, New York, Vienna e Sarajevo per citarne alcune, in questi giorni Imago Mundi è approdata al Palazzo Loredan di Venezia, per un’esposizione dedicata all’America Settentrionale.
UNA MAPPATURA ARTISTICA DEL NORD AMERICA
Great and North è il titolo della mostra che coinvolge 759 artisti provenienti dal Canada Centro-Orientale, il Canada Occidentale e dalle comunità Inuit e di Indigeni nordamericani. Un mosaico visuale che restituisce il profilo dell’arte contemporanea di un territorio vasto e multiforme che, partendo dall’estremo Nord del Nunavut coperto di ghiacci, percorre le praterie assolate del Mid West, e dai picchi impervi delle Montagne Rocciose arriva fino alle coste del Pacifico, attraversando laghi, fiumi, tundra, foreste e metropoli. Alla diversità di paesaggi di questo percorso che tocca Canada e Stati Uniti, corrisponde la pluralità del tessuto artistico espresso in queste collezioni: agli Inuit del Canada settentrionale si affiancano i nativi degli Stati Uniti e gli artisti delle grandi città canadesi che per le loro opere hanno scelto colori a olio, acrilici, pastelli, ma anche pelle di foca, pietra saponaria, alabastro, chiodi e petali di rosa. Una pluralità artistica che è evidente simbolo dell’incontro tra diverse culture che oramai da secoli convivono nello stesso territorio. Il risultato è un affresco colorato di questo pezzo di mondo che oltre alla varietà di temi, estetiche, materiali e tecniche, offre anche spazio per la riflessione.

domenica 3 settembre 2017

Guerra di mafia in Canada, un lungo elenco di omicidi

Si riporta integralmente l'articolo-inchiesta di Arcangelo Badolati sulla guerra di mafia attualmente in corso in Canada e pubblicato sul numero di questo 3 settembre sulla Gazzetta del Sud.

"La guerra tra siciliani e calabresi in Canada"
di Arcangelo Badolati
Omicidi a Montreal, Toronto, Vaughan, Hamilton, Woodbridge
ll sangue d’oltremare. Guerre per il controllo del business, regolamenti di conti interni e vendette sanguinarie animano la scena criminale canadese. Nella terra dei grandi laghi e delle cascate del Niagara risiedono migliaia e migliaia di calabresi e siciliani che hanno fatto fortuna: molti onestamente, altri seguendo i tortuosi sentieri del mondo criminale. Il Canada è la seconda patria dei Cuntrera-Caruana e dei Rizzuto così come dei Cotroni, dei Violi e dei Racco, famiglie isolane e calabre legate a Cosa nostra e alla ‘ndrangheta. L’ultima vittima dei conflitti mafiosi in atto è Antonio Di Blasio – chiare origini calabresi –  ucciso il 17 agosto scorso da un killer mentre accompagnava il figlio ad una partita di calcio in un parco posto alla periferia di Montreal. L’uomo è componente della cosca Rizzuto ed era legato al sottocapo di origine pugliese Rocco “sauce” Sollecito. Tra l’Ontario e il Quebec s’è scatenato uno scontro feroce finalizzato ad assumere il comando della mafia italo-americana e raccogliere l’eredità di Vito Rizzuto, storico capo della “Sesta famiglia” morto per una crisi cardiaca il 23 dicembre del 2013 in un letto d’ospedale. I clan calabresi, spodestati nel 1978 con l’assassinio di Paul Violi, originario di Sant’Eufemia d’Aspromonte e fino ad allora padrino assoluto delle organizzazioni criminali canadesi, vorrebbero riprendersi il potere e riempire il vuoto lasciato dalla scomparsa di “don Vito”. Di Blasio era un uomo legato ai Rizzuto e la circostanza gli è costata la vita. Una destino tragico toccato pure ad altri importanti esponenti della “Sesta famiglia”. Il primo marzo del 2016, a Montreal, cade assassinato Lorenzo Giordano, componente della “commissione” istituita per gestire gli affari dopo la morte di “don Vito”. È solo l’inizio perchè il successivo 28 maggio tocca ad un altro pezzo da novanta del gruppo di comando: Rocco Sollecito, detto “Sauce”, che viene trucidato davanti alla fermata d’un bus. Il tre giugno, in un caffè frequentato da italiani, un sicario chiude un altro “contratto” lasciando steso, accanto a un tavolino, Angelo D’Onofrio, amico di molti personaggi influenti del clan Rizzuto ma fuori dal giro. L’uomo viene trucidato per errore perché scambiato – secondo la polizia canadese – per Antonio Vanelli che a quell’ora e in quello stesso momento stava partecipando al funerale di Sollecito. D’Onofrio aveva la stessa età, la medesima corporatura, uguali capelli bianchi della vittima designata. Il 15 ottobre viene assassinato un altro luogotenente dei Rizzuto, Vince Spagnolo, 65 anni, trucidato davanti alla sua abitazione. Le pistole, però, tuonano anche nell’Ontario, feudo degli ndranghetisti calabresi già dai tempi dell’immarcescibile boss Mike Racco, passato a miglior vita per cause naturali alla fine degli anni 70 e legato al boss dei due mondi sidernese Antonio Macri. Il due maggio scorso Angelo Musitano, 39 anni, viene ucciso ad Hamilton da un sicario nel vialetto di casa. L’assassino, vestito di scuro spara mentre la vittima è ancora a bordo della propria auto. Il padre, Domenico Musitano, morto per un attacco cardiaco nel 1995, era considerato un “uomo di rispetto” a tutto tondo della città dell'Ontario. Il fratello di Angelo, Pasquale Musitano, detto “Pat”, la notte del successivo 27 giugno subisce a sua volta un attentato: un killer spara 12 colpi di pistola contro le finestre dell’abitazione dove l'uomo risiede con la famiglia. I due germani erano stati indagati nel 1997 per l’omicidio di Johnny Papalia, capo del presunto omonimo clan e del suo braccio destro, Carmelo Barillaro. I Musitano, con un patteggiamento concluso con il pubblico ministero, avevano incassato una condanna a 10 anni di reclusione tornando poi liberi nel 2007. Ma nell’Ontario, dove già il 5 ottobre del 2000 la “sesta famiglia” dei Rizzuto era stata colpita duramente con l’uccisione di Gaetano Panepinto, 41 anni, “rappresentante” del clan a Toronto, lo scontro tra calabresi e siciliani ha fatto altre vittime. Nel luglio del 2013 sono stati assassinati, a Woodbridge, Sam Calautti, detto “the yong gun” e il suo braccio destro, Jimmy Tusek. Calautti era sospettato d’aver partecipato sia al delitto Panepinto che all’agguato costato la vita al capostipite dei Rizzuto, l’ottantaseienne, Nick, ammazzato da un cecchino nella sua villa di Montreal, nel novembre del 2010. E sempre a Woodbridge viene assassinato con un colpo di pistola alla testa, venerdì 31 marzo 2017, Antonio Sergi, 53 anni. L’uomo, originario della Locride, è sorpreso dal sicario incaricato di chiudere il “contratto”, lungo il vialetto di casa. Il calabrese sta rientrando nella villetta posta nella zona di Etobicoke in cui abitano da anni molti italiani (in larga parte siciliani e calabresi). Negli ambienti investigativi e tra i connazionali Sergi era conosciuto come “Tony Large”. L’ucciso era stato coinvolto in indagini che riguardavano il traffico di droga e manteneva stabili contatti con gli Stati Uniti. Nelle stesse ore, a Vaughan, città poco distante dal capoluogo dell’Ontario, cade sotto i colpi di un killer un altro italiano, Domenico Triumbari, 55 anni, originario di Siderno. La vittima viene assassinata in un parcheggio di Regina Road, davanti ad una serie di attività ricreative e commerciali. A sparare un uomo con una felpa scura dotata di cappuccio che ha compiuto l’esecuzione con la freddezza tipica dei “professionisti” del crimine, lasciando poi la scena a bordo di una berlina Honda condotta da un complice. La scena viene ripresa dalle telecamere di sorveglianza installate nella zona. Pure Triumbari frequentava Woodbridge dove poi è stato sepolto. Prima di loro era caduto, il 24 aprile del 2014, nel parcheggio di una caffetteria di Toronto, Carmine Verduci, boss di origini calabresi con forti legami con la terra di origine. La vittima non era uno sprovveduto: gli investigatori italiani cinque anni prima l’avevano intercettato a Siderno, mentre dialogava con Giuseppe Commiso, detto “U mastru”, capo dell’omonima cosca. Il “canadese” era andato a lamentarsi perché le ‘ndrine calabresi non l’avevano chiamato per partecipare all’assemblea criminale indetta per assegnare le “cariche” ‘ndranghetistiche provinciali. Verduci si duoleva inoltre dell’elezione di Domenico Oppedisano, anziano “uomo di rispetto” di Rosarno, al ruolo di “capo crimine”. «Non è giusto che se lo sono presi là... spetta a uno della Ionica... e a me mi hanno dovuto mandare un’ambasciata». Ma c’è un altro calabrese caduto nella guerra che si combatte Oltreoceano. Viveva a Montreal, era originario di Rovito (Cosenza) ma è stato ucciso ad Acapulco (Messico) mentre era seduto a un tavolo esterno del ristorante “Forza Italia”. Si chiamava Moreno Gallo, negli ambienti criminali veniva indicato come “the turkey” ed è stato eliminato il 10 novembre del 2013 nel terzo anniversario della morte di Nick Rizzuto senior, detto “uncle Nick”, patriarca della “Sesta famiglia”. Gallo era stato legato ai Rizzuto ma successivamente si era allontanato dal clan parteggiando per gli avversari. Prima di lui, nel luglio dello stesso anno un altro calabro-canadese, Vincenzo Scuderi, originario del Reggino, era stato ammazzato davanti casa nella città capoluogo del Quebec. Scuderi era ritenuto un luogotenente di Raynald Desjardins, prima alleato e poi nemico giurato dei Rizzuto.

Fred Herzog, un libro sui colori di Vancouver

Si riporta un articolo tratto da "Internazionale", relativo al libro di fotografie di Fred Herzog, dedicato alla città della British Columbia.

"I colori di Vancouver"
Fino agli anni sessanta la pellicola a colori come la Kodachrome è considerata un prodotto di uso comune, non certo per fotografi professionisti. Prima che il colore sia riscattato da William Eggleston e Stephen Shore, già negli anni cinquanta un tedesco immigrato a Vancouver ne esplora le potenzialità.
Nato nel 1930 a Stoccarda, a vent’anni Fred Herzog compra la sua prima macchina fotografica usando rullini in bianco e nero. Nel 1952 parte per il Canada in cerca di lavoro. Si stabilisce a Vancouver e trova impiego in un cantiere navale, e nel tempo libero esplora e fotografa le strade della città. Solo nel 1953 scatta circa 120mila foto, usando una pellicola che non offre molte possibilità perché è poco sensibile alla luce, la Kodachrome 10 Iso.
Herzog si aggira per la città come un flâneur attratto da elementi in apparenza trascurabili. Per lui è fondamentale passare inosservato, a partire dal corredo fotografico: usa solo piccole macchine che gli consentono di cogliere la vita nella maniera più reale possibile, senza che sia condizionata dalla sua presenza. Per molti anni Herzog va avanti così, non pensa di essere un artista e non ricerca il successo. La sua prima grande mostra arriva tardi, organizzata dalla Vancouver art gallery nel 2007.
La monografia Modern color, pubblicata da Hatje Cantz, rende finalmente giustizia al lavoro di Herzog che, come racconta a Time, non si è mai considerato un pioniere del colore: all’epoca c’era anche Saul Leiter, ma Herzog si è distinto per la quantità di materiale prodotto e con cui ha raccontato una nuova cultura, lontana dalla sua Germania devastata dalla guerra, mostrandone le vetrine dei negozi, le automobili, i manifesti pubblicitari, elementi fondanti del sogno americano che il fotografo non vuole criticare ma osservare come fenomeno sociale.
Nel libro sono raccolte circa 230 foto, corredate da saggi di David Campany, Hans-Michael Koetzle e Jeff Wall.