martedì 25 luglio 2017

Cinema canadese: "Backcountry", fra natura e horror

E' in onda in questo momento su Rai 4, e così ho voluto approfondire la sua storia. Si tratta di "Backcountry", film del 2014 a forti tinte canadesi anzi, montrealesi. Il regista, Adam MacDonald, è infatti nato a Montreal, così come i due attori principali, Missy Peregrym (presente nel cast di "Rookie Blue") e Jeff Roop. A fare da contorno ai due un attore americano, il noto Eric Balfour, il californiano protagonista di molte serie televisive, e un altro canadese, il torontino di nascita ma montrealese pure lui di crescita, Nicholas Campbell.
Il film, tratto da una storia vera, è semplice nella sua crudezza, ed è stato ricevuto in maniera positiva dalla critica. Il film è stato candidato al Canadian Screen Award per il miglior trucco.
L'horror di cui si parla è legato a vicende terrene, la sfida dell'uomo alla natura e il rapporto con essa, con tanto di citazione visiva a uno dei momenti topici di "Predator". Nulla di paranormale insomma, ma vita reale, un po' come nel film "The Grey" con Liam Neeson. Una tensione crescente, intensa, un'interpretazione tosta. Bello.


#WhatAboutKaren?, la CFL serve l'errore da un milione di dolllari

Karen Kuldys
#WhatAboutKaren? è stato uno dei tag andati più di moda recentemente in Canada. Ma da dove nasce? Molto semplice: da una decisione palesemente errata di un arbitro della CFL (la lega canadese di football americano, o meglio, canadese, molto simile a quello a sud del confine) che avrebbe portato altrimenti nelle tasche di Karen Kuldys, una donna di Winnipeg, circa un milione di dollari.
La donna aveva giocato la possibilità che, nello stesso incontro, due calci d'inizio (kickoff) venissero trasformati in touchdown. Ma una penalty flag ha vanificato il punto siglato da Martese Jackson.
La polemica si è subito accesa e, all'inizio, anche la Kuldys si è decisamente lamentata con la stessa lega di football canadese. Ora però è persino riuscita a prenderla con tanto di sorriso, e sul web fioccano battute del tipo "Hey Karen, che ne dici di qualche biglietto omaggio per le prossime partite?".

lunedì 24 luglio 2017

DAZN, il Netflix dello sport sbarca in Canada

DAZN, il rivoluzionario servizio sportivo live on-demand, già soprannominato il Netflix dello sport, ha annunciato che sbarcherà anche in Canada. Per la società britannica si tratta del quinto Paese dopo la 'conquista' di Germania, Austria, Svizzera e Giappone.
DAZN si prepara a essere un vero punto di riferimento per gli appassionati di sport residenti nel Paese nordamericano. Il servizio sarà infatti l’unico grazie a cui, per cinque anni, i canadesi potranno accedere alla NFL Game Pass, che comprende tutte le gare di NFL della stagione 2017 (preseason, stagione regolare, playoff e Super Bowl), che verrà così cancellato dai palinsesti di cable-tv e reti satellitari.
Inoltre, il servizio offrirà anche l’accesso ad altri sport. In tal senso, saranno disponibili pacchetti mensili o annuali con la possibilità di avere i primi 30 giorni gratuiti. I costi saranno 20 dollari per l'abbonamento mensile e 150 per quello annuale.

venerdì 14 luglio 2017

Bluesfest, paura e disordini a Ottawa

Paura sotto al palco e altre foto della ressa (Ottawa Sun)
Grande paura sui campi del Canadian War Museum di Ottawa, dove andava in scena l'RBC Bluesfest. Tutto colpa della grande ressa e del numero esagerato di persone fatte affluire all'interno del recinto che ospitava la manifestazione. Una pressione sempre più forte sul pubblico delle prime file, casi di svenimento, soprattutto fra i giovanissimi presenti, per un pubblico soprattutto al femminile. Sul palco intanto, i cantanti e i gruppi (fra uqesti 50 Cent, Fetty Wap, Migos e The Fight Night.) si presentavano in ritardo, nell'attesa di un miglioramento della situazione che, in pratica, non è mai avvenuto, con l'aggravante di violenze avvenute all'ingresso del recinto, dove la polizia e la sicurezza ha dovuto affrontare una serie di scontri e di lanci di pietre con alcuni gruppi di persone che volevano entrare nel luogo del concerto.

Jimmy Carter ricoverato in un ospedale canadese

Jimmy Carter
Jimmy Carter, ex presidente degli Stati Uniti d'America, ha avuto un collasso per disidratazione ed è stato ricoverato in un ospedale del Canada. Lo ha annunciato il Carter Center con una nota.
Il 92enne originario dello stato americano della Georgia, sta lavorando alla realizzazione del progetto Habitat per l'umanità, nei pressi di Winnipeg, nello stato di Manitoba, che prevede la costruzione di 150 case nella regione.
Carter, democratico, è stato il 39° presidente degli Stati Uniti, dal 1977 al 1981, ed è stato operato per un tumore al fegato due anni fa.

domenica 9 luglio 2017

Canada, poker alla Guyana Francese all'esordio nella CONCACAF Gold Cup

Scott Arfield in azione
Si è aperta la scorsa notte negli Stati Uniti la CONCACAF Gold Cup, torneo che vede impegnate 12 nazionali della Confederazione di Nord e Centro America e Caraibi.
Nel girone A, che si gioca a Harrison, il Canada ha superato per 4-2 la Guyana Francese di Florent Malouda (assente nell'occasione), mentre Costa Rica ha battuto l'Honduras 1-0.
La vittoria canadese è stata ottenuta grazie alle reti realizzate da Dejan Jakovic al 28', con il raddoppio realizzato da Scott Arfield nel recupero del primo tempo. Nella ripresa, dopo un quarto d'ora, Alphonso Davies faceva il tris, 16 anni e record per la rete più giovane nella storia del calcio nazionale canadese. Roy Contout e Sloan Privat accorciavano in due minuti (69' e 70') per la Guyana, prima della quarta rete canadese, ancora realizzata da Davies, poi eleto Man of the match, all'85'.

Canada 150, anche Trump saluta Trudeau

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, non ha mancato di fare gli auguri ai vicini canadesi per il Canada Day - l'anniversario della fondazione del Paese che quest'anno segna i suoi 150 anni - e in particolare al primo ministro, Justin Trudeau.
Trump ha scritto su Twitter: "Buon Canada Day a tutto il grande popolo canadese e al vostro primo ministro e e mio nuovo amico @JustinTrudeau. #Canada150".

Toz, impresa riuscita in 44 giorni

Non si è fermato davanti alla pioggia della British Columbia, al gelo trovato in Alberta e neanche al maltempo. Ha pedalato controvento, nella nebbia fitta che gli ricordava Bologna d’inverno e sotto il sole, ha bucato sette volte. Ma è arrivato, rispettando perfettamente la scaletta di marcia che si era prefissato e anzi arrivando con un giorno di anticipo: ce l’ha fatta Antonio Piretti, in arte 'Toz', ha attraversato il Canada in bicicletta in 44 giorni, con una media di 140 chilometri al giorno, pedalando complessivamente per 6.034 chilometri, tra montagne rocciose e fiumi, laghi e foreste, silenzio e tramonti mozzafiato. Ma anche autostrade, dove pedalava sulle corsie d’emergenza con i camion che gli sfrecciavano a fianco. Ha avvistato svariati animali, dai cervi agli orsi passando per caprioli, scoiattoli e uccelli di ogni specie. Si è perso parecchie volte, ha raggiunto un’altitudine di 1.664 metri sul livello del mare e toccato una velocità massima di 72 chilometri orari. (tratto da "44 giorni per attraversare il Canada in bici, Toz ce l’ha fatta. E ora un nuovo progetto in Italia", di Marcella Piretti, giornalista professionista, tratto dal sito dell'Agenzia Dire)


domenica 2 luglio 2017

Canada 150, otto balle che vi hanno raccontato sul Paese 'a nord del confine'

Il Canada è qui, il Canada è là. Insomma, questi 150 anni di storia dello stato nordamericano rischiano di diventare un tormentone dove a farla da padrone sono una lunga serie di banalità demagogiche che, soprattutto da quando Justin Trudeau è diventato primo ministro, i media cercano di spacciare come assolute. Ma io, che in Canada ci ho vissuto per tre anni, vi dico che non è vero. E ne ho scelte almeno otto su cui meditare attentamente.

1) Il Canada è uno dei Paesi più belli del mondo.
Cominciamo con il dire che per visitare queste 'bellezze' è sempre e inevitabilmente necessario l'aereo e lunghe ore di trekking, spaccarsi la schiena e affrontare spese notevoli. L'Italia ha angoli altrettanto suggestivi, ma soprattutto vicini fra loro: le Dolomiti e Venezia, il lago di Garda e borghi medievali come Montagnana, sono tutti nell'arco di 200 chilometri. In Canada, partendo da Toronto, in cento chilometri si arriva nella squallidissima Hamilton. Il resto sono solo cittadine anonime e prive di qualsiasi attrattiva.

2) Toronto è una delle città più vivibili del mondo.
Toronto non è assolutamente una bella città, né tantomeno è vivibile. Anzi, è alquanto brutta, poco vivibile, Fredda e gelida per gran parte dell'anno, vive 'a chiazze' in alcune sue parti centrali, ma appena ci si sposta dal centro diventa un deserto. I mezzi sono rari, la metropolitana arriva solo fino a un certo punto, lasciando scoperta tutta l'area nord, trovare un taxi diventa un'impresa. Al di fuori del centro la 'bellissima' altro non è che un gigantesco quartiere dormitorio.

3) I canadesi sono simpatici.
Non è assolutamente vero. Sono gente normale, con cui sicuramente si fa conoscenza in maniera abbastanza facile, ma con i quali approfondire la stessa conoscenza diventa un'impresa. Se entrate in un locale canadese e non conoscete nessuno, forse riuscirete a sapere il nome di tutti, ma andrete poco oltre. Con quel terrificante intercalare ("Good for You") che sa tanto di presa per il culo, il canadese medio ascolta in maniera spesso disinteressata quello che supponete gli interessi. Di tutti gli 'amici' della serata non ne sentirete più nessuno, o quasi.

4) Il Canada è un Paese accogliente.
Il Canada accoglie chi vuole lui. I ragazzi italiani che vanno a lavorare in Canada, o trovano lavoro perché hanno una laurea da ingegneri (ma allora forse lo troverebbero pure in Europa) oppure sono inevitabilmente inghiottiti nel mercato nero dei ristoranti italiani che li pagano due dollari, li fanno dormire in stamberghe da cinesi e, spesso, sono coperti dalla mafia. Insomma, il massimo che si può trarre da una esperienza canadese è una vacanza alternativa pagata con i turni in pizzeria. Forse è meglio che stare in Italia a girarsi i pollici, però non chiamiamolo il Paese del futuro...

5) Il Canada accoglie i migranti.
Altra palla clamorosa. Intanto i cosiddetti 'migranti' che arrivano in Canada sono tutti iperselezionati, vengono filtrati ai vari punti d'ingresso del Paese (vedi aeroporto Pearson di Toronto), ma soprattutto si tratta di poche migliaia di persone, che vengono di conseguenza facilmente inserite in un Paese ampio e dove gli spazi vuoti non mancano. Nulla paragonato alla nostra Italia, le cui coste sono prese d'assalto da centinaia di migliaia di clandestini sbandati ogni anno, privi di qualifica lavorativa, spesso criminali. Insomma, chi arriva in Canada può effettivamente diventare una 'opportunità' come pomposamente il primo ministro locale, Justin Trudeau, lo definisce. Un'opportunità costruita a tavolino in precedenza.

6) In Canada tutte le minoranze convivono tra di loro.
Altra grande falsità. La cosiddetta 'convivenza' è a denti stretti, e obbligata dalle circostanze. Innanzi tutto, da leggi durissime con chi sgarra (e qui sì, ci sarebbe da imparare), e poi perchè, come conseguenza, il rischio di ritornare nei Paesi devestati di provenienza sarebbe altissimo. Insomma, indiani e pakistani, ebrei e palestinesi, serbi e croati, vivono nella stessa città ma non si frequentano. A parte quando sno obbligati. Non si ammazzano, anche se lo vorrebbero, per i motivi di cui sopra. Per questo le varie etnie non si mischiano ed è per questo che le radici con la madrepatria, al contrario degli Stati Uniti, rimangono forti. Anche questo, peraltro, viene visto come un elemento positivo. In realtà le diverse nazionalità restano divise proprio perchè è spesso impossibile trovar eun punto d'incontro e la comunità d'origine diventa quindi un punto di forza.

7) Justin Trudeau ha migliorato il Canada.
Il Canada era ed è così com'è ora ben prima dell'arrivo di Justin Trudeau, che non he cambiato una virgola, a parte il discorso della presunta' 'accoglienza' dei cosiddetti 'migranti'. Ha certamente introdotto leggi 'fondamentali' come quelle favorevoli al consumo di droga (che non credo possa considerarsi un vanto). Per nove anni, con il pieno consenso degli elettori, la nazione è stata retta dal conservatore Stephen Harper, persona schiva ma capace, e il Canada era altrettanto considerato un luogo di massima libertà. Trudeau non ha aggiunto nulla. Anzi, semmai le sue novità spesso 'cervellotiche' stanno creando maggiori e più acute divisioni all'interno del Paese.

8) Toronto è una città 'sotterranea'.
Scordatevelo. Chi si attende strade, negozi, bar e discoteche sotto al livello del mare, una sorta di Blade Runner in versione tunnel oscuri illuminati a giorno da lampade a olio, rimarrà deluso. A parte un paio di zone (soprattutto quella dell'hotel frontale alla stazione ferroviaria, di cui ho scordato il nome, forse Fairmont o qualcosa del genere), la Toronto sotterranea è costituita da qualche galleria prospicente alla metropolitana di turno, o poco più.

sabato 1 luglio 2017

Canada 150, oggi il mondo ne scopre l'unicità

Di seguito il pezzo realizzato dall'Agenzia ANSA e dedicato ai 150 anni del Canada.

Il Canada festeggia l'anniversario della sua fondazione, 'Canada Day'. Ma non è solo una ricorrenza tra fuochi d'artificio e Poutine (delizia gastronomica nazionale) per il secondo Paese al mondo per estensione che compie 150 anni e rivendica la sua storia unica: oggi il Canada è anche una 'esperienza' che si distingue nel panorama globale, che - con la guida del giovane primo ministro Justin Trudeau - ambisce a essere baluardo progressista e campione di accoglienza (oltre 30mila rifugiati siriani accolti, sua una popolazione di poco più di 30 milioni di abitanti), confermando questa sua vocazione proprio mentre l'attuale ondata migratoria viene percepita da più parti come una minaccia. Gli 'arrivi' per il Canada sono invece da sempre una opportunità. Un Paese il cui popolo si è forgiato su un territorio scarsamente popolato raccogliendo la sfida di una natura selvaggia e di un clima inclemente, facendone la sua priorità anche rispetto alla definizione di una identità nazionale 'rigida'.
Il Canada nasceva nel 1867 con la formazione di una confederazione di colonie britanniche e territori francofoni. L'indipendenza dal Regno Unito non arrivò però prima del 1982, mentre ad oggi il capo di Stato resta la regina britannica. E finché Elisabetta II resta sul trono il legame con la 'madrepatria' non è certo in dubbio. A differenza di altre 'ex colonie', infatti, sul Canada il vento repubblicano non ha mai davvero soffiato, in virtù forse di una autonomia sempre crescente riconosciuta da Londra all'ex colonia. Ma se l''identità rigida' non è oggi ciò che la bandiera con la foglia d'acero rappresenta, divisioni interne non sono mancate. Le spinte indipendentiste del Quebec francofono hanno dominato per anni la politica nazionale: due i referendum sull'indipendenza, nel 1980 e nel 1995. La maggioranza ha scelto di restare, sebbene per uno scarto minimo nell'ultima consultazione. Nota dolente poi, e ombra sulla storia canadese, è il rapporto con le popolazioni indigene. Rimangono cicatrici ad oggi indelebili le politiche di assimilazione perpetrate per decenni sulle comunità native, con conseguenze devastanti. L'esempio più citato i 150mila bambini nativi che tra il 1840 e il 1996 furono rimossi dalle loro comunità per frequentare scuole e collegi nel tentativo di facilitarne l'assimilazione. Con il risultato di creare isolamento, alienazione, per intere generazioni, poi dilaniate dalla piaga dell'alcolismo e delle dipendenze.
Il Canada oggi continua a scusarsi per gli errori del passato, promette di imparare da questi - Trudeau lo ha ripetuto anche nel suo messaggio in occasione del 150° anniversario - ma l'onta resta, così come i disagi evidente in fette della società, dalle montagne della British Columbia alle praterie dell'Alberta e del Saskatchewan. Il mondo però adesso ha scoperto il Canada e la sua unicità: un tempo considerato Paese 'anonimo' - 'gentile' e gradevole sì ma percepito di gran lunga come meno attraente rispetto agli intensi ed esaltanti Stati Uniti a sud della frontiera - adesso è oggetto di ammirazione, diventa 'cool' e svetta in cima alle più disparate classifiche. Da Toronto a est a Vancouver a ovest, le sue città vengono da tempo giudicate tra le più vivibili, mentre le guide turistiche hanno aggiunto capitoli su capitoli ai classici itinerari per gli amanti della natura. Nel 2015 il Canada è risultato il 'Paese più ammirato' per efficacia del suo governo, assenza di corruzione, sistema di welfare (Reputation Index). Merito dell'energico (e fotogenico selfie friendly) giovane primo ministro Justin Trudeau? Lo credono in molti, non manca però chi osserva: "sono i canadesi ad averlo eletto".

Mattarella, ultima tappa canadese a Vancouver

La visita del presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, in Canada, si è conclusa dopo sei giorni con il viaggio in British Columbia, a Vancouver, ultima tappa dopo Ottawa, Montreal e
Toronto.
Mattarella, dopo aver visitato un centro di ricerca di fisica nucleare, si è spostato al centro culturale italiano, incontrando la comunità italiana di Vancouver.
Il presidente italiano si è anche intrattenuto con il governatore della British Columbia, Judith Guichon.